Il Sud che riscopre le sue Origini

Il Sud che riscopre le sue Origini
"Ni son todos los que están, ni están todos los que son" Gli Ebrei del Sud Italia che riscoprono le loro tradizioni di Sefarditi

19 ago 2012

PREGARE IN MUSICA


PREGARE IN MUSICA
INTERVISTA AD ANGELA YAEL AMATO

Ho di fronte a me Angela Yael Amato, donna di musica. La fisicità  decisamente mediterranea, unita alla  sfumatura d’accento che non nasconde il partenopeo, un sorriso grande ed aperto, sviano, ed a poco a poco disvelano ciò che Angela Yael è veramente: una fine distillatrice di suoni. La contrapposizione tra visivo, che pare a prima vista preponderante, ed uditivo: i suoi assoli al violino hanno la consistenza leggera,  ed insieme densa , di una berachah.
D/ La tua estate musicale è stata, con l’aiuto di haShem, ricca di eventi e  soddisfazioni professionali: ti va di parlarcene?
R/ Sì, certo: dal 21 al 27 giugno 2012 si sono svolti i concerti dedicati alla Festa della Musica & Musequality World Busk. Abbiamo partecipato a tre concerti di questa rassegna, i primi due   nella cornice dell’ Antico Quartiere Ebraico di Napoli, il terzo a Serrastretta, Calabria, terra di Anousym. Ho avuto la grande soddisfazione di essere alla guida dell'Ensemble Musicale Giovanile, giovani musicisti  dai 12-16 anni; di suonare insieme a Gennaro Vanacore, flauto, e Roberta Paturzo, chitarra , nell’ambito del  Sefarad Trio, un mix di antico e moderno,  spaziando dalla musica Rinascimentale Sefardita fino a  Piazzolla;  e con la Banda  Musicale  di Serrastretta, diretta dal Maestro Pino Caruso. A seguire, il 12 agosto si e' tenuto a Nocera Terinese un concerto in occasione della Conferenza di Rabbi Barbara Aiello  e Lorenzo de' Medici per la prossima inaugurazione della Sinagoga de' Medici e del primo Centro Interattivo di Cultura e Lingua Ebraica del Sud Italia.
San Gennaro All'Olmo
Pavimentazione
Napoli San Gregorio Armeno
Nocera Terinese
Serrastretta
D/ Se dovessi fare un bilancio della tua attività estiva, quali considerazioni ne trarresti?

R/ Sicuramente l’aver lavorato fianco a fianco con mio figlio Alessandro Yosef
D/ Quindi: Ledor vaDor, di generazione in generazione. Ed  il pubblico come ha reagito dinanzi al vostro repertorio?
Serrastretta 
R/ L’esperienza del prendere in mano lo strumento  all’interno dell’   Antico Quartiere Ebraico di Napoli è stata toccante : la musica sefardita, patrimonio dei nostri Padri e Maestri  quivi giunti da Sefarad, la Spagna, non risuonava da più di 500 anni in queste vecchie strade, non vi apparteneva più ; ritornare presso questi luoghi per eseguire proprio quella musica ha rappresentato molto più di un’emozione. Ed il pubblico qui accorso ha compreso e recepito il messaggio di un popolo ai tempi forte di  tradizioni e  cultura:  un’ identità completamente annientata dall’Inquisizione; ma non soppressa: gli Ebrei Napoletani ,specialmente coloro che ancora  abitano nel vecchio quartiere di Napoli e nelle zone remote sui monti Sorrentini, hanno mantenuto la loro identita’ attraverso le tradizioni in modo inconscio, ossia quasi sempre  senza nemmeno sapere che provenissero dall’ebraismo. I luoghi , e le anime, portano dentro di sè tracce indelebili, un’identità interiore che ha trasceso i secoli, e che si avverte inesorabilmente anche quando tutto pare sepolto, che salta fuori come il  suono puro e vibrante della melodia Ladina. Anche in quel di  Serrastretta c’è stata la stessa grande risposta da parte del pubblico, ma con una vicinanza molto più stretta : qui le persone portano tuttora nell’anima le loro radici:  in Calabria l’identita Ebraica ha vissuto durante i secoli nella coscienza degli Ebrei.
D/ Riassumendo: il pubblico napoletano ha rivissuto nel passato, quello calabrese ha rivissuto nel presente
R/Esatto: a Napoli il suono della Rosa Enflorece, per esempio, rivive dal passato, a Serrastretta appare vivo nel presente. La musica ebraica è finalmente tornata a casa!
D/ Il violino fa parte della tradizione musicale ebraica: hai scelto il violino o sei stata scelta da esso?
Serrastretta
Roma
R/ Il violino e’ lo strumento che fa risuonare il cuore per antonomasia:  le corde una volta erano parte di strumenti molto piu’ rudimentali -  ad esempio esiste in Calabria una Lira Calabrese a tre corde, tutt’ora suonata-  così i vari salteri, e viuele rinascimentali in genere, producono vibrazioni toccanti. Non sappiamo esattamente ‘che cosa’ il suono produca nella mente delle persone, fatto sta che che i suoni mettono ordine nella mente, ed in particolare , quando la musica e’ composta bene, produce effetti positivi tali da generare anche la correzione ed il perfezionamento dei sentimenti. Le vibrazioni dello strumento, in particolare quelle  del violino, trasmettono infinita armonia e fungono da vero e proprio  canale  di comunicazione tra esecutore  ed uditore. Cio’ che vibra, ed il modo nel quale vibra, imprime  un messaggio nell’inconscio che resta nella memoria; il risentirne il suono è un veicolo per riportare nel conscio quei sentimenti che appaiono dimenticati , ma mai sopiti: come l’Anima Ebraica. In questo la musica oltrepassa tutti gli ostacoli, e diventa un mezzo di comunicazione diretta, universale ,senza barriere, dove non vi sono diversita’ di lingue o idiomi. E’ risaputo come anche gli animali, o qualsiasi creatura vivente, avvertano le vibrazioni ed il significato della musica. Sì: il violino mi ha scelto ;  e dopo che ho iniziato a suonarlo non ho mai piu’ smesso.
D/ Ami suonare più le melodie della gioia o quelle della tristezza?
R/ Le melodie Ebraiche contengono sempre un contrasto di sentimenti; anche nelle melodie tristi c’e’ gioia, spesso nascosta, e tristezza in quelle allegre. Comunque anche nelle melodie allegre il sentimento del dolore e’ prevalente, e’ quello il vero sentimento Ebraico, il vivere la tristezza gioendo di essere ancora qui nonostante tutto.
Serrastretta
D/ Dopo 500 anni l’anima Ebraica vive ancora !!!!!
R/ Nonostante tutto, siamo ancora qui, con i nostri figli!!!!
Serrastretta
D/Qual è il più bel complimento che hai ricevuto da parte del tuo uditorio?
R/ Forse la sera prima del concerto a Serrastretta : vedendomi con il violino una piccola donna mi sorrise:  era seduta in prima fila , si andava avvicinando a poco a poco, di sedia in sedia; d’impeto  mi raccontò che suo fratello suonava il mandolino, che lei amava così tanto la musica!, e poi mi abbracciò. Ecco: ancora prima di conoscermi, questa persona si e’ avvicinata come se io fossi parte della sua famiglia, voleva relazionarsi nei miei confronti  molto di piu’ che un ascoltatore, e dimostrò tutto questo solo con  il suo sorriso ed il suo affetto. Non sapendo come esprimere la sua felicità, il sentirsi così vicina a queste tradizioni, mi disse: “ anche io mi chiamo Angela”, senza sapere  che Anjela e’ un nome Spagnolo Sefardita usato dagli Ebrei Siciliani
D/Molto bello! Ci vuoi dire qualche cosa di più sul tuo nome?
R/ In ebraico Angela si scrive
אנג'לה
con la che in Spagnolo equivale alla J.

Gli Angeli sono dei messaggeri di haShem:chi lo sa?! Forse si esprimevano in
musica! Ringraziamo Angela Yael, sperando di rivederla, e riascoltarla, al più presto

( hana )



10 ago 2012

Anusim, from the Iberian Peninsula to Sicily and Calabria



Anusim-אנוסים
Dalla Penisola Iberica alla Sicilia e la Calabria







Anusim, "costretti" è il termine corretto che descrive un gruppo di ebrei espulsi dalla Penisola Iberica durante l'Inquisizione nel 1492. La questione era particolarmente importante per molti di loro perché non erano solo costretti a convertirsi al Cristianesimo, ma soprattutto costretti ad abbandonare il loro status di appartenenza alla Nazione Ebraica. Il problema maggiore consisteva in  come mantenere l'ebraismo senza più esser parte della Nazione Ebraica. Riconosciamo gli Anusim proprio da questo particolare, e per i loro sforzi per mantenere le tradizioni anche nella Diaspora. Alcuni di loro avevano il sentimento di saggezza  interiore ereditato dai loro padri che li portava  a credere che l’auto da fe 'non avrebbe avuto fine con l’Inquisizione,  quindi un modo sicuro per vivere come un Ebreo, era in realtà di restare Anusim, e solo attraverso una forte fede continuavano a credere che  la porta si sarebbe riaperta  riportandoli ad una vita ebraica.  Venendo dalla Penisola Iberica, sia dalla Spagna che dal Portogallo, si trattò per lo più di ebrei che arrivarono in Sicilia già come Conversos. Si spostarono in Calabria, non appena l'accusa li obbligò a lasciare l'isola siciliana, mentre un piccolo gruppo di loro si trasferì a Napoli e dintorni, mescolandosi con gli ebrei emigrati dal nord. Avevano abbandonato tutti i loro averi, le case e portato con sé soltanto la loro sicurezza e la vita, considerata secondo l’ Halachà la cosa più importante: "Salva una vita, salva il mondo", un Ebreo che salva la sua vita continua la generazione e salva il Mondo. Gli Anusim sapevano come salvare le loro generazioni. Le tradizioni sono di due tipi anche se ogni gruppo ha il suo modo di mantenere queste tradizioni. E’ importante fare una chiara distinzione con le tradizioni ebraiche dei Marrani e quelle degli Anusim. I primi si spostarono in  Italia da nord soprattutto dal Portogallo. Vivevano come cripto-ebrei  all'interno di società segrete, quindi facilmente poterono emigrare nei paesi orientali, dove erano state fondate numerose comunità ebraiche. Un certo numero di marrani rimase per lo più a Nord a Livorno, Ancona, Ferrara, mentre in Puglia i marrani ebbero la possibilità di emigrare verso la Grecia e la Turchia, quindi un piccolo numero di loro rimase in quella zona, infatti la maggior parte delle sinagoghe sono medievali, e non Sefardite. Un tipico esempio di come gli ebrei trasmisero la loro identità è chiaramente dimostrato dalle tradizioni nel loro modo di vivere. Le Comunità Anusim, normalmente importavano interi villaggi con tutte le loro tradizioni Sefardite Spagnole: "San Salvatore, Sant’ Andrea" erano nomi di Villaggi Anusim, così come "Serre", che in lingua Spagnola ossia Ladina, significa boschi o foreste. Anche il termine Toro spesso nascondeva il vero significato di Torah, infatti in due villaggi vicino Napoli ' , di "Santa Maria del Toro", vi e’ una tipica tradizione ebraica dei Conversos dedicata al Santo, dove il Santo in questo caso indica la stessa Torah. In questi paesini esiste anche la tradizione di osservanza di appendere sul lato destro delle porte frontali appunto "Maria del Toro" come una Mesuzah a tre quarti del lato della porta. St. Lucia invece e’ la Celebrazione della Santa Luce, si celebra circa il 13-16 dicembre, con una tradizione di accendere  un lume con olio di oliva puro chiamato "Luce Eterna", e allo stesso tempo vi e’ la tradizione di distribuire ciambelle cotte in olio di oliva con foglie di alloro. Durante quella settimana è consuetudine



accendere candele alle finestre. Nel mese di febbraio c'è una tradizione di piantare alberi per ogni primo nato, mentre un festival nel mese di gennaio "Pacchianelle", ricorda molte delle tradizioni Spagnole : I personaggi oltre 200, con i tipici costumi Spagnoli antichi usati anche nella costiera Sorrentina, scendono a piedi giù dalle montagne con bambini e animali domestici, portando a valle cibi, pane, frutta, formaggi, ed una volta nella piazza si svolge una manifestazione con danze ballate con le nacchere, su canti di Slami Ebraici. Spesso si attribuiscono il nome di Spagnoli che è la versione moderna degli Ispanici o Sefarad. Mantengono questa tradizione da oltre 100 anni, così come la Tradizione tipica dei Conversos della "Processione del Venerdì Santo", come la ben nota a Seiano di Vico Equense che si tiene ogni tre anni, con gli  "Incappucciati", ossia gli Inquisitori, con un Evento locale a cui prendono parte oltre 350 personaggi e si ricorda il giorno in cui  gli Inquisitori cercavano gli ebrei Conversos condannandoli a morte. Coltivano tutt’oggi  alberi di melograno nei loro giardini in oltre i villaggi hanno la struttura di Borghi Spagnoli . Altre tradizioni tipiche dei Conversos sono raramente visibili o riconoscibili, poiche’ spesso camuffate con feste pagane o liturgiche inquanto il vero significato doveva essere conosciuto solo all'interno del Gruppo. Una presenza di discendenti degli Anusim di Moiano di Vico Equense mantiene una rudimentale usanza dei Tefillin prima di dire le preghiere, usano alcuni termini e modi di parlare in  Ladino, ed hanno nomi e cognomi ebraici, come Giuditta, Palma, o Marisa, Marianna e Annamaria, che erano il nome che i Conversos usarono in sostituzione di Miriam mentre nomi maschili erano Giuseppe, Vittorio, Beniamino. Mantengono alcune tradizioni tipiche del  lutto, ed  in alcuni casi tradizioni di macellazione kasher degli animali oltre ad avere la tradizione di matrimoni tra le famiglie dei villaggi per cui i nomi e cognomi sono sempre ricorrenti oltre ad essere parenti l’un l’altro. Per cio’ che riguarda le ricette della cucina il tipo di Kasherut e tradizione è lo stesso utilizzato dalle famiglie Anusim delle Serre Calabre  
"Serre Calabresi".



Usano pesce, olive e olio di oliva e verdure pulite con limone o aceto "netillat" prima di preparare i carciofi, melanzane o altre verdure come lattuga e così via, controllano attentamente le lenticchie il riso ed i legumi uno per uno, per vedere se ci sono eventuali impurità, e le uova, per vedere se contengono il seme. Insegnano alle donne ad essere molto attente alla pulizia personale, e vi e’ la tradizione di bollire i panni  prima di portarli al fiume per lavarli, e comunque pulire tutto nel fiume, come una tradizione delle donne di recarsi al fiume di notte con la luna piena. La presenza di cognomi come, Coen o Longobardi, Ferraro, Cuomo nella zona ampiamente dimostra che un numero di ebrei marrani dal Nord si era unito al gruppo di questi Anousim della Penisola Sorrentina. Spesso i villaggi avevano gli stessi nomi dei luoghi e cognomi dei Sefarditi della Spagna, cosa che permetteva loro di individuarne anche dopo molte generazioni la provenienza così da essere in grado di identificarsi. Questo perché i cognomi non sono sempre un modo sicuro per garantire l'identificazione. Un'altra tradizione tipica era quella di dare nomi ebraici ai bambini da parte materna e paterna, dove spesso questi nomi come Jiole, Carmelita, Andreana o Teresa, erano tipici nomi ebraici dei Conversos in modo da rendere possibile individuare se erano venuti dalla Spagna già come ebrei convertiti. Molti di questi conservano la tradizione dello  Shabbat accendendo le candele, sia come cripto-ebrei come quelli di Stretta Serrastretta e Serra San Bruno, o come vuole la tradizione come avviene nel quartiere ebraico di Napoli  di semplici candele, dove la donna avrebbe mantenuto l'uso come un segno inconscio della fede in alcuni casi chiamato anche "superstizione".



Queste tradizioni consideravano piu’ gli usi delle famiglie paterne, sia per i costumi che per l’osservanza. E sebbene l'istruzione proveniva da parte di madre e del padre, la prevalenza della tradizione paterna indica un forte sistema educativo che serviva a determinare l'identità ebraica del gruppo. Questo aveva lo scopo non solo di assicurare la continuazione delle tradizioni ma soprattutto che fossero mantenute all'interno del gruppo quelle provenienti dalle famiglie più osservanti. Questo dunque era un modo importante per riconoscersi: in base ai nomi e cognomi e tradizioni, potevano ricondursi da quale gruppo di Anusim provenissero. Il caso in cui vi e’ stata mescolanza tra le tradizioni marrane ed anusim, come è accaduto in molti dei gruppi nelle aree di Napoli, ha fatto sì che marrani integrati nella Comunità Anusim facilmente trovassero mariti e mogli all'interno del gruppo, pur mantenendo la tradizione tipica dei Marrani che aveva l'eredità matrilineare: le donne marrane infatti spesso erano sposate a non-ebrei, anche e soprattutto in Italia, sapendo che le donne provenienti da famiglie ricche potevano ancora generare ebrei marrani capaci di contribuire alle loro Società Segrete. Questa seconda tradizione, se non controllata portava pero’ all'assimilazione, particolarmente perche’ le società segrete del Sud non esistvano più dal momento che la maggior parte dei marrani erano emigrati e coloro che rimasero vennero fortemente assimilati, e lentamente iniziarono a rinunciare alla possibilità di un possibile ritorno. Il sistema degli Anusim nel Sud Italia sembra quindi l'unico sistema che mantenne l'identità ebraica ed essendo questa una tradizione molto più forte riuscì spesso anche a recuperare i marrani identificandoli come ebrei, riassorbendoli nelle loro tradizioni ebraiche. Ciò spiega il motivo per cui  gli Anousim e Marrani nella zona di Napoli è rimasto un gruppo unificato, ed al contempo spiega anche perché non vi è alcuna tradizione marrana tra gli Anousim calabresi. Infatti quest’ultimo è rimasto un gruppo di famiglie venute strettamente dalla Sicilia. Nelle "Serre Calabresi” e in alcuni dei villaggi della Penisola di Sorrento si conserva questo prezioso patrimonio. Le tradizioni ebraiche sono molto simili all'interno di questi due gruppi, ed è certo che la maggior parte di queste famiglie siano le stesse che in passato condivisero lo stesso percorso e che da generazioni continuano ad essere Anousim ossia Ebrei osservanti.

Napoli, Giovedì 9 Agosto 2012 (21 Av, 5772)
di Yael Amato-אמאטו יעל

8 ago 2012

La Gioia nell’ Ebraismo Una Sera con la Musica e le Tradizioni Ebraiche



        
     La Gioia nell’ Ebraismo

Una Sera con la Musica e le Tradizioni Ebraiche


Domenica 12 agosto, alle 18:30-20:00

LIDO Dell’ EUROPEAN BEACH RESORT-VILLAGGIO DEL GOLFO

www.europeanbeachresort.info

frazione del Comune di NOCERA TERINESE



Conferenza di Rabbi Barbara Irit Aiello
Angela Yael Amato-violino & Alessandro Yosef Amato-violoncello


Introduzione/Introduction/Benvenuto/Welcome 
Lorenzo de` Medici

Programma dell’Evento

Rabbi Barbara presenta la violinista Angela Yael Amato
Brano:  La Rosa Enflorece-violino

Lo Shabbat
La benedizione per accendere le candele
Brani: Adon Olam-violino, Dodi Li- violino & violoncello

Storia dell’Ebraismo della Calabria e gli Anusim Sefarditi della Penisola Iberica
Brano: Bendigamos – violino

Rabbi Barbara – presenta Alessandro Yosef

Il significato del Bar Mitzvah
L’osservanza dei Tfillin

Alessandro Yosef  - mostra come si usano i Tfillin, canta lo Sh’ma Isarel secondo l’Antica Tradizione Italiana

Hatzi Kaddish
Brani: Oseh Shalom – violino & violoncello, Siman Tov e Mazel Tov –violino

Il Matrimonio Ebraico
La “chuppah”
Brani: Erev Shel Shoshanim –violino, Yedid Nefesh –violino & violoncello
La tradizione di rompere il bicchiere
Brani: Heveinu Shalom Aleichem-violino, Hava N’gila –violino & violoncello

"Sinagoga de`Medici-Nocera Terinese– Inaugurazione in Giugno 2013" 



Rabbi Barbara Irit Aiello










Lorenzo de' Medici


de' Medici Sinagogue



THE JOY OF OBSERVANCE AND TEFILLIN

SHEMA' ON THE MOUNTAINS OF CALABRIA
LIKE THE OLD FATHERS KABBALISTS


PARASHA' WITH AN ANCIENT ITALIAN TROPE


TORAH ARC

THE STUDY OF TORAH

LE DOR VADOR AND TORAH STUDY

THE MUSIC AND THE JEWISH SOUL


Perchè Shavei Israel non e' una organizzazione adatta al recupero degli Ebrei del Sud Italia

Shaveì Israel

Come riportato da Wikipedia ( breve sunto in Italiano )


L'organizzazione propone modelli di Ebraismo tipico della tradizione Askenazita, che purtroppo non e' quella degli Ebrei Anusim dell'Italia del Sud, particolarmente NON quella degli Ebrei provenienti dalla Sicilia che risalirono in Calabria ed in Campania mescolandosi ad alcuni Marrani provenienti da Nord. Gli Anusim della Sicilia Sefarditi, come costretti rimangono per la Halacha' Ebrei, ed hanno diritto al ritorno NON ad una "forzata" conversione. Il Rabbinato Sefardita di Israele, ha dichiarato tutta la sua contrarieta' alle azioni di Shave' che accusa di non aver considerato gli Anusim a tutti gli effetti Ebrei. Di aver inclinato tutti i rapporti con Comunita' NON Ortodosse, e di aver continuamente imposto la cultura Askenazita ai dscendenti Ebrei Anusim che sono invece Sefarditi imponendo loro tradizioni, usanze e costumi che non gli sono mai appartenuti e inforzando su loro un processo di conversione al posto di un "ritono", dando loro quindi un trattamento come se fossero dei NON Ebrei e negandogli lo status Ebraico che di fatto gli appartiene anche secondo la Halacha'. In oltre le ricerche di questa Organizzazione spesso sono state piene di grosse imprecisioni storico culturali, e mosse da interessi che hanno spinto alcune popolazioni, che successivamente si e' scoperto non avessero nemmeno dati genetici appartenenti all'ebraismo ( DNA tests ) per il sol motivo di poterli trasferire nelle aree pericolose ai confini con i paesi Arabi.

Quì in basso le lettere di


Rav Mordechai Elihau e Rav Soloveichik





1 Ellul 5755 [27 August 1995]
1-944.95


Mrs. Schulamith Halevy
Jerusalem

Shalom and blessings,

With regard to your question [how to implement] the return of the anusim
to Judaism:

First, I wish to praise your work on the matter of returning the hearts of
children to their parents, to the paths of Torah and piety. 

However, since much time has passed from the time of the forced
conversions until today and there is a concern of intermarriage with those
not of Israel, and it is also difficult to check the ancestry of the
anusim, it is appropriate to apply vis-a-vis them all that is stated in
the Shulhan Arukh, Yoreh Deah 268, and as Rabbi Solomon ben Simeon ben
Duran wrote, "He is to be drawn with kindness."  That is, they must be
praised for coming today to openly observe all the commandments of the
Torah.  You will also note there that after the performance of the
circumcision, he is blessed and told: "Our God and God of our fathers,
bring success to your servant [returnee's Hebrew name supplied] and bestow
your grace upon him.  Just as you have moved his heart to return in
complete repentance before you, so may you plant in his heart love and
fear of you.  Open his heart to your Torah and guide him in the path of
your commandments that he may find grace in your eyes.  So may it be, and
let us say, Amen."

After completion of all the steps of learning Torah, acceptance of the
yoke of Torah and its commandments, circumcision (if none was done; if he
is circumcised, a drop of blood should be drawn) and immersion as
required, he should be given a certificate with the title, "Certificate
for he/she who returned to his/her ancestors' ways."

May it be that God will instill in us and in them His love and awe to do
His will and serve him with a whole heart.  Amen, and so may be His will.

Mordechai Eliahu
Richon Lezion, Former Chief Rabbi of Israel




4 ago 2012

Bach o Baruch?


בית ספרד

Non in molti sono a sapere che Cristoforo Colombo fosse un Ebreo di origini Marrane che riuscì a far emigrare nelle Americhe un gran numero di Ebrei perseguitati dall' Inquisizione del 1492. Come lui si racconta che anche Leonardo fosse di oirgini Marrane e che la mamma lo diede in adozione ad una famiglia Cristiana per salvarlo da una sorte funesta. In oltre le persecuzioni dell' Inquisizione Spagnola spinsero molte popolazioni Iberiche a lasciare la Penisola prima dalla Spagna poi dal Portogallo spingendosi sia a Sud che a Nord Europa. E' ad Amsterdam, dove si rifugiò la Famiglia di Spinoza, e a Londra che si trovano due Sinagoghe Portoghesi tra le piu' importanti al mondo. In ultimo non dimentichiamo che molti Ebrei sfuggiti all'Inquisizione preferirono ribellarsi al Cristianesimo formando il Movimento Protestate, tra questi non si esclude che la Famiglia di Johan Sebastian Bach fosse di origini Ebraiche, essendo possibile che Bach-באך fosse al posto di Baruch ossia Benedetto-ברוך avendo nel tempo accorciato il nome della lettera resh-ר come molto probabilmente avvenne anche per nomi come Brahms-ברהמס che originariamente poteva essere Abrahams-אברהמס


J.S.Bach Allemande in D min.
J.S.Bach Fugue in G min.

Sefardi Music Comes Back Home

Sefardi Music Comes Back Home



Jue Jun 28 2012 (8 Tammuz, 5772)

Yael Amato with her colleagues Gennaro Vanacore, Roberta Paturzo and the Ensamble Musicale Giovanile in the old Napoli Jewish Quarter.

At the San Gennaro All'Olmo-Fondazione G. Battista Vico and Santa Maria delle Anime del Purgatorio-Fondazione Opere Pie-Napoli-Italy


It existed a flourished Jewish Community in the old Napoli town in Italy, we are in the south of the boot and over 500 years ago' a flourished Sefardi Community was an important part of the town population. The "Giudecca" was formed from an older and a newer area from Forcella to Quertiere San Lorenzo, from Via Limoncello to Spogliamorti passing from San Marcellino, it all was once a Jewish Quarter which finally was put to an end during Inquisition time, when most of these Jews who came mainly from Spain, were again expelled also from the Kingdom of South Italy, and Naples was its Capital at the time. The Sefardim had high education and many of the families had Rabbinical and Kabalistic traditions which from Israel brought to Spain and to Italy. They were called also Spaniards-Spagnoli in Italian. We would be surprised to know how much of these Sefardi traditions is still alive nowdays and the Naples' Old Giudecca is full of these examples, as well as all South Italy, but often it is not known from where these traditions came from and is called "Folklore" instead. This Folklore however was the remaining of once a very observant Community who was forced to abandon the religion but did all efforts to hide the meaning of the religious observance by keeping them into family traditions, where often when shared within the Community ( still remaining as Conversos ) where looked as simple Folklore and not pointed as Jewish Traditions or Observance. Many Conversos Communities are still alive in the surrounding of Naples, where Jews who could not flee in other Countries, often not wealthy enough to chose this option, went to Rode, Salonikka, Izmir and the Americas, or North Europe, and therefore had the possibility to remain openly Jewish. To assume that Conversos are not Jewish is rather common, but a group of these the Anusim, who had intentionally kept all the most important Rabbinical Traditions did this intentionally as they knew that this way the door would be opened, they were conscious to remain Jews however forced to be no-longer part of the Jewish Nation. Many of these were also Spanish-Portuguese, the Sefardi which from Spain went to Portugal and later emigrated to Italy.


Miracles still come live now days as in the Giudecca, Napoli centre, in occasion of the Festa Europea della Musica and Musequality World Busk 2012 june 21-27, the Ensemble Musicale Giovanile, lead by violinist Angela Yael Amato and her colleagues Gennaro Vanacore flute and Roberta Paturzo guitar, were engaged in a series of concerts for the first time after over 500 years where the Sefardi Music was brought back to the old Jewish Area. The two main locations where S. Gennaro all'Olmo, in Via S. Gregorio Armeno and Santa Maria del Purgatorio ad Arco in Via Tribunali. The first venue has all the aspect of a former small Synagogue which likewise many others became Churches. We should not forget that the Jewish presence in the area started much earlier than the Inquisition times and that from Nocera to Napoli several Communities had a flourished period where they remained until the Christian enforcement, obliged them ether to leave or to hide.

Making a Jewish Life from the Heart

בית ספרד

Making a jewish life from the heart



Mar May 22 2012 (1 Sivan, 5772)



A Jewish Movement in South Italy is taking place where Jews from Sefardi origins can reconnect with their father's heritage. Not only they should come back by rediscovering these Jewish roots, but more important they should be able to recuperate them in the most similar way and close to the traditions belonged to their old families. What is very little known, is that Sefardi traditions got lost during the Inquisition but not completely. The importance to bring back to light these traditions of the past is a relevant part of the coming back of these Jews, the Anusim. To encourage the research not only through history, but also as a practical research where people them-self are part of it, and to give more space to know more about costumes of Christianos Nuevos, should be taken into account. To consider Anusim part of the Jewish Nation and to allow them to come back within their traditions rather than an enforced Conversion, I believe is a Mizvah.

And too often these Jews have been excluded in certain circumstances by more restrictive Communities, or have been forced to undergo' a full conversion as if they were not counted as Jews. It is actually sad, to think of the destiny they had to undergo' and the misfortune which occurred for a very long period of time more than 350 years, during the Inquisition. Recent studies have proved the presence of at least 40% Jews in South Italy during Inquisition times, the majority of them being already expelled from Spain as Christianos Nuevos, where only the minority of them could flee abroad and return openly Jewish, and were many of them moved to Salonicco, Izmir, Rodi the Americas, and North Europe. The remaining ones, often too poor to restart a new life, had to opt for remaining in the country and still be descendant of Christianos Nuevos, with all the traditions typical of these groups' of Jews.

Rabbi Barbara Aiello, has been working for the last ten years on a revival of Jewish life, therefore she has in 2007 opened Ner Tamid del Sud Synagogue where many Anusim and Jews from America participate. It is the first Synagogue in Calabria after 500 years and recently a Sefer Torah was brought to Sicily in Palermo as a gift to the growing Chavoura' led by Salvo Asher Parrucca, a valid student of Rabbi Aiello who with the support of Enzo Li Calzi have given a wonderful examples of how Jewish life is coming back to Sicily. On the 14th of July my son Alessandro Joseph Avraham will take his Bar Mizvah in Serrastretta, and it will be the first Bar Mizvah completely in Italian with an Italian boy: several more Bar and Bat Mizvah have taken place in the past years with children and parents who are somehow related to Italy. The boy, Ale so called for friends, is a voice from G-d's heart. His gift for Torah is wonderful, a great inspiration from above a Jewish soul. It is so important for all of us to invest with young people like him, and hopefully many more. He will in this occasion play some Jewish music on the cello. Being myself a musician, I believe there is no better words than the ones of music. These words, the notes, can go fast above and will communicate directly to people's heart.

Jewish Life in Italy after the Inquisition

בית ספרד

Jewish Life in Italy after the Inquisition




Vie Jul 27 2012 (8 Av, 5772)
A movement is starting in South Italy, where lost Sefardi Jews can reconnect with their origins.
It all started during Inquisition time when in 1492, Jews had been prosecuted by the Christian Church and been accused of many "crimes," ranging from heresy to the murder of Christians. The persecution continued for over 350 years and many of them fled the Country, which, at the time called "Regno delle due Sicilie" (the Kingdom of the Two Sicilies) with Naples as its capital. These persecuted Jews had not been able to practice Judaism openly, and in most cases all their Hebrew books had been burned. It was a time where being Jewish was not only difficult, it was practically impossible. There were only two ways for Jews of this period to continue their traditions and pass them along to their next generation. One option was to flee to a new Country. The other alternative was for them to practice their Jewish traditions in secret. Historians now recognize that southern Italy was home to extremely observant Jews, and cities from Siracusa, in Sicily and north to Otranto, and Nicastro (now called Lamezia), and continuing further north to Napoli – these areas were home to important Jewish families, along with famous Rabbis, Kabalists and Talmudists. These prominent Jews had established and promoted the major Jewish Literature of southern Italy, which, prior to the Inquisition,had been a vibrant and secure place for Jews to live.


Economics dictated where and how the Jews of southern Italy lived and resulted in the development of two groups of Inquisition Jews in Italy. One group, the wealthy ones, were those who emigrated to other countries, especially to the north. The other group were the poorer Jews who had already left Sicily but did not have enough money to continue their journey.

It is to this point that we distinguish two kinds of intention and traditions. We find that Portuguese Jews settled mainly in the northern Italian areas and were known as marranos. Jews from the marranos tradition generally hid their Jewish status beneath a Christian lifestlye. These marranos were known to have maintained Jewish traditions in secret while participating in all levels of secular society. Theirs was an economic autonomy that allowed them to move into thriving areas like Istambul and other oriental areas. As these marranos Jews relocated, they passed through two major ports – Venezia and Ancona – which allowed them to develop trading partners with oriental countries. As these Jews grew in wealth and power, they helped other Portuguese Jews to settle in areas such as Greece, Rhodes, Turkey and what is now modern day Israel. Livorno also had a large number of marranos which allowed the community to became strong and insular, especially since they ccepted only Portuguese Jews from the Iberian peninsula.


The Sicilian Jews, many of whom already came as conversos, from Spain, are more appropriately referred to as "anousim," because they had been forced against their will to abandon Judaism. Once expelled from the Island they had lost all economical strength and settled in Calabria, hoping that one day they would be able to return to Sicily. But this never happened. Instead these Jews were forced to continue to hide, and through the years more and more families moved into the mountainous areas and founded Jewish settlements there. In fact, these communities are often called "Serre" from the Spanish term for "forrest," and they existed so that Jewish families could live in these small communities undisturbed. The Conversos were known to have an extensive education tradition received from their fathers – a, strength that allowed them to pass family traditions from generation to generation. These traditions survived by word of mouth because books and religious observance was forbidden. For these converso families, it was the father who transmitted Jewish ritual and observance within a framework of love for one's heritage. Children learned that when a ritual is practiced with love, a person will want to continue with that practice and teach others to do the same. Examples of traditions that remain to this day include the dietary laws of kashrut, hand washing rituals, "Netillat Yadaim" along with family celebrations that incorporated local customs, called "superstizioni," as well as candle lighting traditions that were designed to obscure a Shabbat observance.

Although there are many similiarities between marranos and conversos, what distinguishes one group from the other is the intention with which these practices were carried out. Both groups intended to remain Jewish, however the marranos achieved this by maintaining their economic power in the society, while practicing Jewish traditions in secret. And within these secret societies the marranos had hidden synagogues and rabbis which offered guidance and support. The second group, the conversos, lost everything. The only way a converso family could maintain a Jewish life was to emigrate, and, when they found themselves in a new place, such as Sicily or Calabria, they would lead a double life – Christian on the outside, and Jewish within the walls of their own homes. For conversos it was the family, and not the larger society or a secret society, that kept Judaism alive. For these true "anousim," nothing was mechanical. They could rely on no one, so their most important asset was their children and passing Jewish tradition along to them. For these conversos/anousim, it was more important to give the next generation the identity and the knowledge they needed to continue these traditions, often minimizing the fact that these precious traditions were Jewish.


Faith, a strong faith, played an important role in preserving Jewish tradition. These conversos truly believed that living life openly as a Jew would one day again be possible, while in the meantime, traditions would not be lost. Faith is one of the major characteristics common to all Anusim. It has always been a part of their minds and their souls. They knew they were Jews and they believed that the day would come when they could return to an open practice of their Jewish faith.


Today we find remnants of these anousim Jews throughout Calabria and Sicily, as well as in Naples where many of these Jews found themselves as they ran north through Italy in order to escape torment and persecution. Many moved on to the surrounding mountains of Sorrento while in Puglia, a port with access to Turkey and Greece, we find a mix of both marranos and conversos–ancient Jews who assimiliated well into the more cosmopolitan life of larger cities. The difference between the more assimiliated marranos and the family-tradition oriented conversos is apparent even today, especially in Calabria, some parts of Naples and remote communities in Campania. It is here in the remote mountain towns, especially high in the Calabrian hills, that many of these ancient family traditions survive and thrive. To this day in small villages such as San Pietro Apostolo, Amato, Serra San Bruno, Tiriolo, Serrastretta (where the first anousim synagogue was established in 2006 by Rabbi Barbara Aiello), and dozens of others offer a look into the past as many families engage in Jewish ritual and tradition from centuries ago. It was their ancient belief, that persists even today, that emphasis on education and "l'dor v'dor," from generation to generation, that demonstrates that the conversos of Calabria are truly Italy's anousim.